Malasanità  a Pisa: una segnalazione

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Buongiorno.
Vi sarei davvero grato se poteste darmi un consiglio su (e se opportuno) come agire in seguito ad un inconveniente che mi è accaduto.

Riporto i fatti accaduti e vi chiedo: sarebbe legittima la richiesta di danni? ed in caso affermativo, quali e quanti?

Mi chiamo XXX, ho 36 anni e, ormai da una decina d'anni, soffro di una forma di miosite curata con cortisonici.

In alcuni periodi, come adesso, la malattia si riacutizza e mi costringe per lunghi mesi su di una sedia a rotelle.

Per questa ragione mi è stata riconosciuta invalidità civile al 100 %.

Lo scorso luglio, dietro suggerimento di paramedici e nella speranza di nuove terapie o solo di una nuova opinione, ho chiamato l'istituto ospedaliero universitario di Pisa per fissare un appuntamento con uno specialista del reparto di neuroriabilitazione.

L'appuntamento mi è stato dato per venerdì XXXX, H. 15.30, in privata professione, costo 120 €.

Abito a XXX e, a causa dele mie condizioni e data la distanza, mio fratello ha richiesto un permesso al lavoro e mi ha accompagnato con la sua macchina all'appuntamento. Il tutto è stato, come potrete immaginare, di disagio per entrambi.

Quando siamo giunti presso l'istituto, giusto davanti all'entrata principale H 15.15, sono stato chiamato sul cellulare dal banco accettazione e mi hanno detto che "....c'erano dei problemi e che il dottore non poteva fare ambulatorio....".

Siamo comunque entrati e, dopo averci ripetuto quanto già detto per telefono senza particolari motivazioni, ci hanno offerto di spostare l'appuntamento al lunedì successivo.

Davanti alle nostre motivate lagnanze e richieste di chiarimenti, l'addetta ha chiamato il dottore chiedendo direttive.

Questi deve averla accusata di non aver passato la lista degli appuntamenti poichè, risentita, gli ha detto "...veramente dott. XXX, Le ho trasmesso la lista ieri mattina alle 9.55! Ho davanti a me la conferma!..."

Non abbiamo avuto, naturalmente, altre spiegazioni circa il ritardo pur sembrandoci ormai ovvie: non si era curato di verificare se avesse o meno impegni per quel venerdì pomeriggio.

Il dottore inoltre, non ha ritenuto opportuno nè verificare chi fossero (prima visita o controllo) o da dove venissero gli sventurati pazienti, nè chiamarli personalmente per fare le proprie scuse ed offrire, magari, un nuovo appuntamento gratuito.

L'addetta si è quindi offerta di nuovo di fissare appuntamento che pur io, a quel punto, ho rifiutato ritenendo il comportamento tenuto dal medico già ampia dimostrazione di scarsa professionalità per sceglierlo come mio terapista.

Capirete che, dopo un decennio di peregrinazioni da uno studio medico all'altro, si tratta decisamente di un fatto di principio di correttezza e rispetto dell'essere umano che non di interesse economico.

Grazie infinite per una risposta e saluti



Collegamenti

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  [2] http://www.malasanita.biz/module-News-display-sid-260.phtml