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La crisi finanziaria avviatasi coi mutui subprime da oltre un anno, registra una nuova, clamorosa tappa che segna un ulteriore scossone nella fisionomia della struttura finanziaria mondiale: è fallita Lehman Brothers, la quarta banca d’investimento degli Stati Uniti. Il fallimento della banca, costretta a chiedere l’amministrazione controllata a causa dei debiti accumulati in conseguenza della crisi dei mutui subprime (si parla di 85 miliardi di perdite e 613 di debiti totali), lascia sul campo le vittime e cioè i poveri risparmiatori costretti, ancora una volta, dopo le note vicende Argentina, Cirio e Parmalat, a contare i danni!
Anche in questo caso, devono essere chiamate in causa le banche italiane che hanno venduto i titoli ai rispettivi clienti. Da quindici mesi infatti, sui principali organi di informazione, circolavano notizie sul concreto rischio che le principali banche statunitensi potessero essere travolte dalla crisi dei mutui subprime poi concretizzatosi con il fallimento di Bear Stearns salvata all’ultimo dalla Federal Reserve e passata, quindi, a JP Morgan Chase.
Ciononostante, solo il 15 Settembre 2008 (data in cui la Banca ha ufficialmente chiesto al tribunale fallimentare di New York l’amministrazione controllata) i titoli Lehman Brothers sono usciti dall’elenco Pattichiari “Obbligazioni Basso Rischio Basso Rendimento”, iniziativa dell’ABI volta ad orientare le scelte del risparmiatore intenzionato ad investire in titoli semplici e poco rischiosi!!
Suggeriamo, quindi, fin d’ora di scrivere una raccomandata a.r. alle banche o agli intermediari che hanno venduto i titoli Lehman Brothers (secondo il modello allegato [2]) chiedendo una copia del contratto di acquisto nonché il risarcimento del danno subito in misura pari all’investimento effettuato.
I legali dell’Unione Nazionale Consumatori sono, comunque, a disposizione degli investitori coinvolti in questa ennesima tempesta finanziaria per una valutazione della propria posizione. A tal fine, Vi invitiamo a segnalarci il caso al nostro sportello “SOS RISPARMIO [3]”.
Scarica il modello per richiedere i danni [4]
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