Leggi il pezzo de La Tribuna di Treviso [2], qui riprodotto:
Finti poveri, nel mirino le gravidanze
la tribuna di Treviso — 17 marzo 2009 pagina 17 sezione: CRONACA
«Sono almeno due anni che il nostro sindacato dei medici di base, lo Snami, denuncia irregolarità alla Procura e alla Corte di Conti». La dottoressa Elena Villani, medico di famiglia e responsabile per l’Usl 7 del Sindacato nazionale autonomo medici italiani, non è rimasta stupita dall’indagine della Guardia di Finanza di Treviso che ha sollevato lo scandalo dei «finti poveri» e delle esenzioni del ticket. I medici di base dello Snami, al quale aderiscono 110 dei 160 che operano nell’Usl di Pieve di Soligo, da anni hanno sollecitato controlli sia da parte della Procura che delle Corti dei Conti. Loro, i dubbi che alcune esenzioni ticket fossero «poco trasparenti», li avevano espressi dal 2007. Non si erano mossi solo per via amministrativa, con scambi di lettere interne all’Usl 7, ma compiendo atti ufficiali. Si erano rivolti ad un legale, l’avvocato Nicola Todeschini che, dopo aver messo nero su bianco le loro richieste di accertamento, aveva fatto scattare le denunce per irregolarità. «Ma nonostante le denunce, tutte documentate, non abbiamo mai avuto risposte», spiega la responsabile per l’Usl 7 dello Snami, la dottoressa Elena Villani che a Pieve di Soligo coordina il sindacato che, per primo, si è domandato se tutte quelle richieste di esenzioni che arrivavano sia a lei che ai suoi colleghi medici di base, fossero regolari. «Poi, abbiamo saputo dai giornali che la Guardia di Finanza di Treviso ha denunciato proprio per le esenzioni oltre 150 persone. Purtroppo, però, crediamo che la situazione non sia molto cambiata rispetto ad anni fa», sostiene ancora la dottoressa Villani che quasi ogni giorno è costretta a segnalare presunte irregolarità ai dirigenti dell’Usl e ai responsabili dei reparti ospedalieri. Ad insospettire maggiormente i medici di base di Pieve di Soligo sono le richieste di esenzione ticket per «gravidanza a rischio» che si vedono arrivare dai colleghi specialisti tramite le loro pazienti. Riguardano le prescrizioni delle analisi da fare durante la maternità: solo nel caso di «gravidanza a rischio» vengono erogate gratis dal sistema sanitario e devono essere contrassegnate dal codice «450». «Troppo spesso ci vediamo arrivare la richiesta di apporre quel codice 450 - dicono gli aderenti allo Snami che sottolineano - siamo preoccupati che i medici di base vengano indotti a commettere un reato amministrativo».