
Salve,mi rivolgo a voi per segnalarvi come è stata trattata mia madre al San XXX di Milano.E' iniziato tutto con una crisi comiziale presa nel sonno nel febbraio 2009,corsi all'ospedale di Guardiagrele,dopo TAC E RMN si è evidenziata una lesione di 3,5cm frontale sinistra.Trasferiti all'ospedale di Chieti,hanno fatto altri esami fino a che si è arrivati alla prima ipotesi di neoformazone primitiva visto che tutti gli altri accertamenti escludevano potesse trattarsi di metastasi.Arriviamo a Milano perchè si deve operare.Facciamo la visita dal neurchirurgo a pagamento,ci da l'immediata disponibilità per il ricovero,perchè se era ancora da valutare se fosse possiile operare o fare una biopsia.Si è passati all'ipotesi di una lesione infiammatoria o linfoma,escludendo quasi sicuramente lesioni di tipo gliale,poichè dopo trattamento(due settimane) con cortisone la lesione non si era estesa e l'area di enhancement era significatamente ridotta.La trasferiscono al repato di Neurologia.Hanno fatto un trattamento con Ciclofosfamide.Inviare le analisi di controllo dopo un ciclo di chemio è stato impossibile.La ricoverano di nuovo come di routine,cambia equipe di medici che la segue, e alla risonanza di controllo la lesione non sembrava essere diminuita,anzi l'enhancement risultava più marcato ed esteso.Rimaneva comunque valida l'ipotesi infiammatoria,meno probabile l'ipotesi di linfoma ma sempre improbabile l'ipotesi di neoplasia.C'è da dire che la dottoressa che ha valutato il caso al secondo ricovero in neurologia da subito ci ha chiesto e si è chiesta come mai non era stata fatta prima di qualsiasi trattamento una biopsia.Lei consiglia di farla ma prima di decidere questo sono già passati dieci giorni.Si è ripassati nel reparto di neurochirurgia e la biopsia da un risultato del tutto inaspettato e anche quello più infausto:glioma cerebrale.Il dottore che l'ha seguita in questo reparto firma(insieme al primario)un foglio di dimissioni con scritto che il risultato della biopsia(seppur nn completo) era quello di glioma ad alto grado di malignità.Ci rispediscono a casa(in Abruzzo) dicendoci che le cure di cui avevamo bisogno si potevano fare anche da noi.Allora faccio parlare il medico che l'ha operata direttamente con un oncologo con cui precedentemente avevo preso i contatti così da poter essere sicuri che potevamo comunque fare le terapie qui.Si mettono d'accordo torniamo a casa.Aspettiamo il risultato completo della biopsia(mancava solo di stabilire di che grado era il tumore),faccio chiamate su chiamate,ma mai riesco a mettermi in contatto con il medico che l'ha operata,l'unico modo è stata una mail a cui mi ha risposto in giornata e nella quale mi scrive che avrebbe provveduto a mandare i risultati completi visto che avevamo l'incontro con l'oncologo.Invece niente.Insomma siamo ricorsi alle minacce e ad alzare il tono della voce per farci mandare un fax.Arriva il fax,il risultato è completamente diverso.Non si tratta più di glioma ma di linfoma.Due cose completamente diverse che hanno bisogno di cure diverse.L'oncologo aveva già predisposto tutto per iniziare una terapia.Ma quando ha visto il risultato della biopsia,non ha potuto che rimanere allibito.Ora attendiamo di parlare con un ematologo per iniziare la cura e spero sia quella giusta,perchè a questo punto non so più che pensare.Ma è possibile che si dimetta un malato con una diagnosi basata su un risultato non vero?
Grazie
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