Locali pubblici rumorosi a Vittorio Veneto: il Comune si era dimenticato anche una veranda abusiva...

Argomento: Annunci consumatori

Sabato, 12 Marzo 2005
 
 
Dopo il verbale dell’Ufficio edilizia di giugno i gestori del pub hanno chiesto un’autorizzazione. Che non c’è ancora
Flaming, spunta la veranda abusiva
E il sindaco dà ragione al giovane cliente: «La chiusura anticipata non risolve il problema»
Vittorio Veneto
Un tetto, o meglio una copertura, che scotta. Risulta non avere le carte in regola il "déhors" esterno del Flaming Cafè di via Vittorio Emanuele II, lo spazio sotto il quale tanto in inverno quanto in estate le centinaia di avventori del locale si appostano per consumare il tradizionale spritz o altre bevande. Una situazione, quella della mancanza di autorizzazione edilizia, che dura ormai dalla scorsa estate ma di cui gli uffici comunali stanno per venire a capo: a giorni è infatti attesa un'ordinanza del Municipio che farà luce sulla questione.
Il caso "nasce" il 16 giugno dell'anno scorso, quando l'Ufficio comunale Edilizia privata verbalizza una constatazione di illeciti edilizi per i lavori di installazione del déhors, costituito da un banco mescita bevande in acciaio e legno e strutture in acciaio con tende retrattili in tessuto. Il giorno dopo arriva anche il verbale della Polizia Municipale che contesta ai gestori l'occupazione non autorizzata di 15 metri quadrati di suolo ad uso pubblico, prevedendo come sanzione accessoria la «rimozione delle opere entro 10 giorni». Il 19 luglio 2004 l'Edilizia privata comunica ai gestori del "Flaming " l'avvio del procedimento per irregolarità edilizio-urbanistiche avvertendo che se entro 30 giorni dal ricevimento dell'avviso non fossero pervenuti «esaustivi chiarimenti in merito» si procederà a termini di legge per il «definitivo accertamento e l'eventuale repressione dell'illecito in oggetto». Il 27 luglio tocca alla gestione del bar inviare in Comune richiesta di autorizzazione all'occupazione temporanea di suolo pubblico per collocare tavoli e sedie nel piazzale antistante, ma il Comune sospende il nulla osta in attesa dell'esito del procedimento, avviato ormai otto mesi fa (ma in Comune assicurano che un tale tempo di attesa è fisiologico). Un esito il cui arrivo è imminente, ma sul cui contenuto il Municipio non si sbilancia.
Dei problemi di ordine pubblico legati ai comportamenti degli avventori del "Flaming " e della vicina "La Taverna" si è parlato anche nella riunione di giunta di giovedì scorso. Poco o nulla trapela da Piazza del Popolo (sarebbe in partenza un nuovo procedimento di contestazione ai gestori), ma le poche parole pronunciate ieri dal sindaco Giancarlo Scottà sono destinate a far discutere: «Ringrazio il giovane avventore del Flaming che ha espresso le sue idee sul Gazzettino di giovedì - afferma il primo cittadino - il suo è un atteggiamento propositivo, come piace a me. Posso anche essere d'accordo con la sua tesi: se anche ci fosse una chiusura anticipata dei locali, questa non sarà la soluzione dei problemi. I maggiori disagi causati dagli avventori si registrano il pomeriggio».
Luca Anzanello


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