La sedia elettrica al Luna Park: è reato
Non si tratta di essere bigotti o moralisti, ma di opporsi all'ingravescente sensazione d'impunità della quale paiono godere tutti coloro che eccedono. Ci aspettiamo di vedere il reponsabile, magari dopo aver pagato l'ammenda prevista dal codice penale, protagonista -come peraltro lui si augura- di interviste, palcoscenici del peggio televisivo e -finta- vittima del moralismo italiano, come lui l'ha definito. Scatenare la sofferenza, e non la sua eventuale parodia, il gusto orrido della spettacolarizzazione della tortura esponendolo al pubblico ludibrio significa, al di la del fatto di reato, stabilire un contatto definitivo con il cattivo gusto determinando i più sensibili e giovani all'accettazione di uno spettacolo che deve invece risultar loro disgustoso, repellente. L'esperienze delle cose della vita può rendere il meno giovane, se accorto, impermeabile alla tentazione di assuefarsi al peggio, ma espone tutti gli altri ad un'indulgenza nei confronti del male, della sofferenza. Ad un bambino che ha visto un suo caro soffrire contorcendosi come quel manichino dalle fattezze straordinariamente naturali possiamo ancora dire che si tratta di un gioco?
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