Locali pubblici rumorosi a Vittorio Veneto: i residenti chiedono i danni al Comune di Vittorio Veneto
Un milione di euro, se non di più. È questa la somma con cui i circa 200 residenti nei condomini "Round" e "Vecchia Cementeria" che hanno dato all'avvocato Nicola Todeschini mandato di curare i loro interessi, hanno quantificato i danni, a loro dire subiti nell'ultimo anno, a causa del comportamento incivile di alcuni clienti dei vicini bar "Flaming" e "La Taverna".
La cifra è indicata nella diffida inviata ieri dal legale dei residenti arrabbiati al sindaco Giancarlo Scottà, da ieri in silenzio stampa, e all'avvocato dei gestori dei due locali, Cristina Cittolin. Il documento è indirizzato anche all'assessore all'ordine pubblico Barbara Saltini, ai gestori Matteo Gava e Matteo Perin e per conoscenza ai rappresentanti dei condòmini. «I residenti mi incaricano di procedere nei vostri confronti al fine di far loro conseguire il risarcimento dei danni tutti patiti e consistenti, oltre che nelle sofferenze psico-fisiche, morali ed esistenziali ingiustamente ed incolpevolmente patite sin dai primi mesi dell'anno 2004 ad oggi, anche nel danno patrimoniale e materiale rappresentato quanto meno dall'oggettiva diminuzione di valore degli immobili di proprietà nonché nel mancato godimento di quelli condotti in locazione» scrive Todeschini. Il legale dei residenti fa sapere a Comune e gestori che la possibilità di una risoluzione bonaria della vicenda è possibile: «A causa delle vostre condotte - scrive il legale - i miei assistiti ritengono di aver patito, complessivamente, un danno che superala somma di un milione di euro, così indicata al solo scopo di rinvenire le basi di una soluzione stragiudiziale e salva diversa quantificazione in sede giudiziaria». Todeschini invita pertanto i destinatari della sua lettera a contattarlo entro un paio di settimane per «addivenire ad una soluzione stragiudiziale della vertenza, vedendomi diversamente costretto ad adire le sedi che riterrò opportune al fine di tutelare gli interessi dei miei assistiti». «I residenti che mi hanno affidato un mandato ritengono di avere subito danni a causa delle condotte di amministratori e gestori, per cui sono intenzionati a venire risarciti» spiega fuori lettera il legale, che precisa: «Non ci interessa arrivare a fare una causa, siamo aperti ad una soluzione amichevole».
Ieri in Tribunale a Treviso, intanto, si è tenuta l'udienza con la quale gli avvocati Cristina Cittolin (per entrambi i gestori) e Dino De Mori (per il solo Perin) hanno chiesto il dissequestro dei locali al collegio composto dai giudici Termini (presidente), Giuliano e Mascolo, che si sono riservati la sentenza che dovrebbe essere comunicata alle parti oggi o domani. Se il sequestro preventivo dei due bar dovesse essere confermato, i difensori dei locali potrebbero ricorrere in Cassazione.
Luca Anzanello
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